
RIBELLARSI È GIUSTO! L’ESPERIENZA DEL ’68 ALLA CASA DELLO STUDENTE FUSINATO E L’ARRIVO DI DARIO FO
Ci sono dei momenti nella vita che sono unici ed irripetibili. Ed influenzano la società in cui vivi prospettando nuove idee e valori. Ma nel loro modo di essere sviluppano dei rischi perché provocano reazioni di chi detiene il potere. E nel contempo determinano comportamenti che modellano il tuo modo di vivere. È quello che è avvenuto nel’68 con le manifestazioni di studenti ed operai. Oggi sembra un’altra epoca in quanto siamo tutti presi nei propri egoismi personali o utilizziamo la libertà di parola di internet per insultare chi la pensa diversamente. Però occorre una riflessione.
In realtà il ’68 in Italia è avvenuto soprattutto nel ’69. Ed arrivare ad avere una stanza tutta mia alla Casa dello Studente Fusinato attraverso un concorso per merito è stato un colpo di fortuna incredibile. Ero al secondo anno di Chimica Industriale e la Facoltà era proprio di fronte alla Fusinato. Una casa dello studente un po’ vecchiotta con servizi comuni, ma l’importante era poter tranquillamente frequentare i corsi universitari senza girare per stanze in affitto correndo a piedi o prendendo bus per Padova. Alla Fusinato c’erano al primo piano la mensa universitaria, il bar, alcune sale studio aperte a tutti e l’entrata per accedere alle stanze per studenti. Ovviamente a guardia delle scale c’era un severo portinaio per il controllo degli accessi e la consegna delle chiavi. A fianco del portinaio si trovava l’ufficio del direttore della casa dello studente.
Tutto funzionava bene e c’era anche il servizio per rifare i letti e per pulire la stanza. L’unico divieto era che non potevi portare ragazze nella tua stanza. La casa era rigorosamente maschile. Sostanzialmente mi trovavo molto bene ed era una situazione ideale per studiare, fare i dovuti esami con votazione per mantenere il presalario e la gratuità delle tasse universitarie. Ed il presalario corrispondeva a circa 5.200 euro ad oggi. Non poco anche perché il pasto in mensa costava 4 euro. Cose che il governo aveva dato alle prime manifestazioni studentesche per cercare di calmare le acque. Il ’68 aveva portato alla Fusinato la costituzione di una assemblea degli studenti che vi alloggiavano. Comincio a partecipare. Ovviamente si affrontano i temi specifici dei tempi e sono per la maggior parte politici, in particolare le iniziative contro la guerra del Vietnam. Ma è anche l’alleanza operai studenti per una società migliore. Anche se è forte la richiesta della possibilità di accesso alle ragazze. La casa dello studente non può essere una casa di clausura. È la richiesta di una libertà sessuale.
A Padova il vero ’68 con le occupazioni delle facoltà e le manifestazioni arriva appunto nel 1969 e quindi alla Fusinato ho la possibilità di parteciparvi e sono arrivato nel momento giusto. E arriva subito l’occupazione della Casa dello Studente. Il motivo è di solidarietà con lo studente espulso dalla Casa perché era stato beccato con la sua ragazza in stanza durante la notte. Alla Fusinato segue l’occupazione di tutte le case dello studente.
Subito viene organizzato nella sala mensa lo spettacolo “Mistero Buffo” con Dario Fo, che alla presentazione, avendo saputo la vera ragione dell’occupazione, esclama ironicamente: “Ma questa è una occupazione del c….”
In realtà quell’anno fu indimenticabile per i dibattiti organizzati, le discussioni con amici, le varie letture e con anche ottimi risultati negli esami. Mi sentivo libero. Però successivamente persi il posto alla Fusinato appena il “potere” normalizzò la situazione. Per fortuna trovai vicino alla Facoltà un appartamento da condividere con altri amici.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica







